
IL Crocifisso torna nella nostra Pieve
E’ finalmente tornato nella nostra Pieve il Crocifisso in cartapesta policroma di Ferdinando Tacca che da lontanissima memoria ha rappresentato oggetto di culto e particolare devozione della parrocchia di Marti.
Già da alcuni anni il Crocifisso era stato sottoposto al restauro per eliminare i segni del tempo che avevano danneggiato, anche in maniera visibile, le mani, il busto, il perizoma e parte dei piedi. Inoltre sia la figura del Cristo che della Croce erano interamente anneriti e ricoperti di polvere. L’intervento è stato possibile grazie al finanziamento della ditta Fenice di Castelfranco di Sotto.
Oggi, finalmente, possiamo ammirare un vero “gioiello” artistico della nostra diocesi, tornato al primitivo splendore.
Sabato 13 Settembre, l’inaugurazione del Crocifisso, ricollocato al lato sinistro nell’interno della chiesa sul suo altare originale, ha visto la partecipazione di una numerosa folla di fedeli martigiani che hanno salutato con gioia un ritorno tanto atteso e gradito. L’evento è stato inoltre sottolineato dalla pubblicazione di un libro, “Restauri nella Pieve di Marti”, (reperibile presso le librerie) realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di S. Miniato. Sono intervenuti alla presentazione il Cav. Giacomo Conti; il Sindaco di Monopoli Vald’Arno, Marco Bonciolini; il Vicario generale della Diocesi Mons. Idilio Lazzeri; la Dott.ssa Antonia D’Aniello della Soprintendenza per i beni Architettonici e il paesaggio e per il patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico per le Province di Pisa, Livorno e Massa Carrara; il Dott. Andrea Granchi, dello Studio Granchi di Firenze che ha svolto il restauro del Crocifisso; le rappresentanze delle forze dell’ordine di Carabinieri e Polizia Municipale; gli autori del libro Roberto Boldrini, Marco Campigli e Belinda Bitossi, e una folta rappresentanza delle autorità e della Fondazione Cassa di Risparmio di S. Miniato.
Contemporaneamente al lavoro sul Crocifisso, è stato portato a termine, finanziato dalla parrocchia, un altro restauro, quello su quattro ovali dipinti del Seicento fiorentino, (posti sui quattro altari laterali della navata della chiesa), rappresentanti rispettivamente Cristo benedicente, S. Giovanni Battista, Dio Padre e Cristo coronato di spine attributi a Sigismondo Coccapani, Matteo Rosselli e Taddeo Baldini.
L’inaugurazione si è aperta con il saluto del nostro Pievano, don Fabrizio e da una serie di interventi successivi da parte di Mons. Idilio Lazzeri, del Sindaco Marco Bonciolini, della Dott.ssa D’Aniello e del Dott. Andrea Granchi il quale attraverso una serie di diapositive ha illustrato l’intera la fase del restauro dell’opera. Al termine e stato distribuito il libro, mentre Marco Campigli, uno degli autori, ha spiegato come sia stato possibile ricostruire tra memoria storica e pietà popolare le vicende che hanno portato a Marti il bellissimo Crocifisso che da oggi possiamo nuovamente ammirare in tutto il suo originale splendore. A conclusione è stato offerto a tutti i partecipanti un buffet.
Domenica 14 Settembre, in occasione della festa liturgica della “Esaltazione della Santa Croce”, ci è sembrato giusto concludere i festeggiamenti in onore del ritorno del Crocifisso con una Messa Solenne che ha visto la partecipazione del nostro Vescovo, Mons. Edoardo Ricci.
Storia del Crocifisso
La lettura stilistica del Crocifisso in cartapesta dipinta che si trova nel primo altare a sinistra dell'entrante della pieve di Santa Maria Novella ha consentito di attribuirlo, in occasione di un recente restauro, allo scultore Ferdinando Tacca (1619-1686).
Il Crocifisso giunse a Marti il 30 aprile 1673, in precedenza, come attestano fonti familiari, si trovava nella casa fiorentina della famiglia Baldovinetti, in Borgo Santi Apostoli.
I Baldovinetti possedevano una villa e dei terreni a Marti fino dal secolo XV ed esercitavano una sorta di patronato sulla pieve di Santa Maria Novella, ai cui arredi contribuivano generosamente.
In particolare furono Iacopo e Vincenzio Baldovinetti a donare alla pieve, retta all'epoca dal pievano montopolese Pietro di Domenico Salvini, il Crocifisso. Secondo la tradizione orale, ripresa in seguito in alcune pubblicazioni devozionali, Vincenzio Baldovinetti, capitano di una nave della flotta medicea, strappò il Crocifisso al pirata tunisino Ciriffo Moro, dopo averlo sconfitto in uno scontor navale avvenuto nel Canale di Piombino, tra l'Elba e il continente.
Esiste anche una seconda versione dell'acquisizione del Crocifisso, non attestata però da nessuna fonte scritta. Secondo questa versione Vincenzio avrebbe acquisito il prezioso oggetto di culto in seguito ad una trattativa con il pirata: egli avrebbe offerto di acquistarlo a peso d'oro ma, una volta depositato su una bilancia, questa sarebbe miracolosamente rimasta in equilibrio consentendo all'equipaggio cristiano un'acquisizione gratuita.
Tuttavia, anche la prima versione non regge alla prova dei fatti poiché le cronache della marina granducale attestano che il combattimento che vide impegnato Vincenzio al comando della galera “Santa Margherita” insieme alle galere gemelle “Padrona” e “Santa Maria Vittoria” avvenne il 19 oppure il 20 luglio (su questo c'è un piccola discrepanza tra le fonti) ma nel 1675, cioè due anni dopo la traslazione del Crocifisso da Firenze a Marti.
Il pievano Salvini fece costruire l'altare per ospitare il Crocifisso, come attesta la lapide posta sotto di esso, mentre nel 1683 il vescovo di San Miniato Carlo Cortigiani decretò che la sua festa si tenesse il 3 maggio, giorno dedicato all'Invenzione della Croce.
L'atto di nobiltà della famiglia Baldovinetti e l'attenzione che essa dedicò alla crescita della devozione nei confronti del Crocifisso raccolsero i frutti sperati e nel Settecento il Crocifisso si caricò di valori civili, oltreché religiosi, divenendo il culto paesano per eccellenza legittimando il prestigio della famiglia.
La promozione del culto del Crocifisso fu curata in particolare dal pievano Turi nel Settecento, al punto che presto cominciarono ad affluire all'altare ex voto a testimonianza di guarigioni ed eventi miracolosi.
In occasione dei festeggiamenti del 1815 furono raccolte le risorse adeguate a completare l'altare con una cornice dipinta che lo racchiudesse, l'opera venne affidata al pittore Giuseppe Bacchini che la completò nel 1821.
Riferimenti bibliografici:
- Monti, Agostino, Repertorio delle notizie storiche politiche e religiose del Castello di Marti e dei Beni e rendite di questa pieve, [Firenze 1859], edizione anastatica senza data
- Restauri nella pieve di Marti, Firenze 2003
- Cipollini Federica, “Passaggio della mia vita in questo mondo” del capitano Vincenzio Baldovinetti. Dal libro di famiglia all'autobiografia moderna, tesi di laurea, Università di Pisa, facoltà di Lettere, anno accademico 2006-2007, relatore Piero Floriani.
I tre lavori sono disponibili presso la biblioteca comunale di Montopoli Valdarno